Banalità
(ovvero... le f.a.q.)
1. Cosa sono le F.A.Q.?
Le F.A.Q. (Frequently Asked Questions) sono le domande poste più di frequente su un determinato argomento, ad esempio Daniele Silvestri. Le abbiamo raccolte in un unico documento per soddisfare la curiosità di coloro che vogliano conoscere qualcosa di più su Daniele.
2. Chi è Daniele Silvestri?
E' un cantautore, nato a Roma nel 1968 da papà Alberto, romano, e mamma Franca, bolognese. Il piccolo Daniele cresce in un ambiente molto stimolante dal punto di vista artistico, in quanto il padre è scrittore ("L'uomo che ascolta" e "Pensare 27" sono due suoi scritti) e coautore delle trasmissioni televisive di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, e la madre cantante jazz. La sua passione per la musica nasce in modo naturale e a 12 anni inizia a scrivere canzoni. Frequenta il liceo classico T. Mamiani di Roma. Le sue prime esperienze musicali lo vedono protagonista in una cantina insieme ad un gruppo, in cui riesce ad entrare grazie alla sua bella tastiera. Con loro suona canzoni dei Duran Duran e altra musica anni '80 e compone canzoni in lingua inglese. Nel 1989 parte per un viaggio lungo le strade d'Europa armato solo di zaino, chitarra e un biglietto Inter-Rail; di quel viaggio ricorda: "I primi tre giorni non ho mangiato e ho dormito dove capitava perchè non avevo il coraggio di suonare per strada; poi in Germania ho trovato uno che faceva rock'n'roll e che mi ha preso con sè: io lo accompagnavo e lui mi dava qualcosa...". E' stato anche turnista per cantanti come Righeira e Scialpi. Con l'incontro con Enzo Miceli, quello che sarà il suo produttore, inizia la sua avventura come cantautore professionista. Daniele ha sempre espresso chiaramente, anche nei testi delle sue canzoni, i principi a cui si ispira, la posizione politica: si dichiara comunista e grande estimatore di Ernesto Che Guevara, sostiene la causa cubana e l'obiezione di coscienza, da lui stesso esercitata (presso Italia Nostra) al posto del servizio militare.
3. Esiste il fans club di Daniele Silvestri? Se sì, come faccio ad iscrivermi?
Esiste un sito ufficiale, all'interno del quale è possibile compilare la form di iscrizione al fans club. Una volta inviati i propri dati, si è iscritti al fans club ed alla mailing list di Daniele Silvestri: "megafono".
4. Ah... una mailing list!... Ma cos'è?
Letteralmente è una lista di indirizzi di posta elettronica... Una mailing list è raggiungibile tramite un indirizzo di posta elettronica (es. megafono@andrew.org). Inviando una e-mail a tale indirizzo si spedisce la lettera a tutti gli iscritti alla mailing list. E' uno strumento che permette ad un gruppo di persone interessato ad un determinato argomento di discuterne in modo collettivo.
5. E se dopo un po' mi stanco di vedere la mia mailbox riempirsi di mail riguardanti Daniele Silvestri? Chi mi cancella dalla mailing list?
Ecco, bravo. Certe cose è meglio chiedersele subito piuttosto che ricevere insulti in futuro. All'atto dell'iscrizione alla mailing list riceverai una mail di conferma. In questo messaggio sono anche indicate le modalità di cancellazione. Comunque, nel caso dovessi smarrirla, più o meno inavvertitamente, per togliere il tuo indirizzo dalla mailing list di Daniele Silvestri è sufficiente mandare una mail a majordomo@andrew.org con soggetto vuoto e scrivendo nel corpo: unsuscribe megafono "indirizzo e-mail" (dove al posto di "indirizzo e-mail" devi - naturalmente - mettere l'indirizzo di posta elettronica con il quale ti eri iscritto).
6. Chi sono i loschi figuri che suonano con Daniele nei concerti?
Attualmente, la band di Daniele è composta da cinque elementi, oltre a lui. Sono:
![]() Maurizio Filardo Chitarra |
![]() Emanuele Brignola Basso |
![]() Gianluca Misiti Tastiere |
![]() Piero Monterisi Batteria |
![]() Jose Ramon Caraballo Percussioni e tromba |
7. Quali sono gli artisti che più hanno influito nella sua formazione artistica?
Risponde direttamente Daniele: "Queste sono cose sempre un po' difficili, perché non sono sicuro di essere io capace, o che in generale sia facile capire che cosa realmente ci influenza. Io tendo sempre a dire i Beatles , come dicono tutti. Poi invece la verità è che forse mi ha influenzato più Bennato o forse Pino Daniele, le prime cose che faceva. Però in realtà di tutto, perché io ho passato un'esistenza ascoltando anche tantissimo jazz. Non so se questo in qualche modo si veda o si senta, forse no, però sicuramente mi ha influenzato, almeno in un percorso di crescita musicale, sicuramente.
Mentre per quanto riguarda quello che scrivo, i testi, forse quello che mi ha influenzato non è solo musicale... forse mi ha di più influenzato leggere Calvino, come leggere Dostoevskij o leggere, non so, romanzi di fantascienza (Asimov soprattutto o teatro".
"Mio padre mi ha influenzato più di tutti, sicuramente. In tutti i sensi. Umanamente ed anche artisticamente, per quello che riguarda l'uso della parola, sicuramente.Perché mio padre è uno che mi parlava in rima, quando ero piccolo... io avevo pochissimi anni e scrivevo già filastrocche perché lo trovavo un divertimento, e questo sicuramente mi ha influenzato molto. E poi, soprattutto, ha un tipo di umorismo che credo di avere in parte ereditato, che spesso è anche molto pesante, ma che è un umorismo tutto fatto sulle parole, sugli equivoci, sul doppiosenso che possono avere le parole, che è qualcosa, credo, utile sapere, più che altro perché ci rende un po' meno vittime del linguaggio, sia del nostro che degli altri. Sapere che quello che stai dicendo lo dici così perché si dice così, perché ci sono luoghi comuni che usiamo continuamente quando parliamo, ma anche quando pensiamo, ti rende un po' più forte, forse, perché è quell'ironia, o autoironia, che poi ti fa capire il giusto valore delle cose che fai e che dici. Il che, da una parte, mi rende probabilmente, rispetto ad altri che fanno il mio lavoro o altri lavori che sono sotto gli occhi di tutti, sotto l'attenzione di tutti.....cioè chi ha una grande convinzione e sicurezza in quello che fa e che dice, può magari risultare non sempre simpatico, però in genere ha delle carte in più, no? Nel senso che riesce a trascinare di più. Io invece sono uno, sono il primo a credere poco in quello che dico e faccio, perché mi sembra giusto fare così, lo faccio anche nella vita. E questo magari spiazza o, insomma, attira solo quelli che, come me, pensano sia più importante avere dubbi che certezze, per cui... però, sai, questa è una componente talmente forte del mio carattere... sarei un finto se fossi diverso da quello che scrivo e da come mi presento alla gente o al pubblico. Vabbè, adesso siamo un po' usciti dalla domanda... che invece riguardava le influenze... quello che ti ho detto, sono assolutamente varie, è difficile dire qualcosa in particolare. Mi ha influenzato tantissimo, in generale, tutto quello che è teatro e cinema. Hanno influito anche molto nel mio lavoro, perché quello che scrivo è spesso teatrale o cinematografico. Io lavoro molto pensando a delle immagini, delle storie, visualizzo molto quello che scrivo e quindi anche quando poi siamo a registrare un disco, pure per quello che riguarda la musica, i suoni, spesso facciamo scelte di
scenografia... non so come dire... cioè magari un suono è scelto perchè racconta un'atmosfera, dà un'idea di ambiente più che perché è giusto che con quella batteria ci sia un sax... magari ci serve un'ocarina perché in quel momento parliamo di Sicilia... non lo so... dipende."
8. Parliamo delle canzoni di Daniele. Qual è la prima che ha scritto?
La prima in assoluto, tra quelle che adesso conosciamo, è "Rose", scritta da Daniele a 17 anni, più nota come "Illuso", contenuta nell'album "Prima di essere un uomo".
9. C'è una canzone a cui Daniele è particolarmente legato?
"L'uomo intero" è la canzone che, per sua stessa ammissione, gli è rimasta più nel cuore tra tutte quelle che ha scritto.
L'ha composta come la maggior parte delle sue canzoni, in una "quasi seduta psicanalitica", cioè improvvisando al pianoforte e facendo fluire i pensieri, riascoltando poi la registrazione e rimettendo in ordine il testo.
Inizialmente, quel giorno, non aveva capito bene l'argomento di ciò che aveva prodotto e soprattutto non sapeva chi fosse l'uomo a cui si riferiva in terza persona. Solo in un secondo momento si è accorto che stava parlando di suo padre e del loro rapporto.
"... molto alto per la sua statura... " e altre frasi del testo della canzone riflettono l'esagerazione, che si è spesso portati a fare, nella descrizione delle caratteristiche delle persone di cui si ha grande stima. Una persona anche non troppo alta, proprio per la considerazione che ne abbiamo, può risultare ai nostri occhi altissima (più di quanto effettivamente sia).Daniele ha anche dichiarato che considera "Insieme" la miglior canzone che abbia mai scritto.
10. Cosa dicono i cori che si sentono nel ritornello di "Voglia di gridare"?
Il coro grida: "Boia chi molla è il grido di battaglia, contro il sistema la gioventù si scaglia"
11. In "Paolo", ad un certo punto, c'è un pezzo che sembra cantato al contrario... cosa succede esattamente?
Effettivamente in Paolo c'è un frammento in cui la voce è stata incisa suonando il nastro al contrario. In questo pezzo Daniele recita in modo spezzettato e mischiato due frasi della canzone: "Paolo non mi ascolta più non ha più nessuna voglia di sentirmi" e "Paolo non mi guarda più non ha più nessuna voglia di vedermi".
12. Ho assistito ad un concerto di Daniele ed ho notato che durante "Il flamenco della doccia" ha sostituito "... Baglioni, mi sembra funzionino poco con te..." con "... Di Cataldo, mi pare che faccia un po' caldo con te...". Lo fa in tutti i concerti?
Non in tutti i concerti, ma sicuramente molto spesso si diverte a sostituire quella frase con riferimenti ad altri cantanti, soprattutto se presenti in platea, improvvisando la rima. Ad esempio, ha sostituito "... Baglioni, mi sembra funzionino poco con te..." anche con: "... Nek, non è che combini parecch' con te...", "...Niccolò Fabi, non è che vadi con te...", "... Paola e Chiara... è meglio una doccia...", "... Alex Britti, ne usciamo alla fine sconfitti con te...".
I più recenti sono: "...i Matia Bazar, mi sembra che ci sia poco da far..." e "...Safina, mi sembra ci vuol la benzina con te..." :-)))
13. Daniele è mai stato al Festival di Sanremo?
Tre volte. La prima, nel 1995, ha cantato "L'uomo col megafono" seduto su uno sgabello, con una borsa al collo dalla quale tirava fuori dei cartelli colorati con scritte le frasi più importanti della canzone. Si presentava tra le nuove proposte ed è arrivato ultimo... ma ha ricevuto il "premio della critica". La seconda, nel 1999, ha cantato "Aria", accompagnandola personalmente con una chitarra acustica. Anche in questo caso ha vinto il premio della critica oltre al premio per il miglior testo.
L'ultima, nel 2002, ha cantato "Salirò" accompagnato dall'esilarante Fabio Ferri. Vince il premio della critica Mia Martini e quello della sala stampa RadioTv per la sezione campioni.
14. E la ragazza della "Y10 bordeaux"... esiste per davvero?
Pare proprio di sì. Non ci è dato di sapere come si chiami... l'unica cosa certa è che è presente nei ringraziamenti del disco: "Grazie alla proprietaria dell'Y10 bordeaux, senza il cui involontario aiuto avrei sicuramente avuto molte ispirazioni in meno". Ma ora Daniele insegue altre macchine...
15. Proprio qui volevamo andare a parare... come è messo Daniele in campo sentimentale? Gioca da libero?
Non siamo Novella 2000, ma sappiamo che allo stato attuale Daniele è felicemente fidanzato con Simona Cavallari. Per lei ed il suo spettacolo teatrale ("Domani a mezzanotte qui") ha scritto anche due canzoni, una delle quali, "Sete", è cantata proprio da Simona.
16. Ma, tornando alle canzoni... in "La technostrocca (S con Dario)" si sentono delle frasi strane... sono decifrabili?
Sono tratte dal film "Io ed Annie" ("Annie Hall") di Woody Allen con Woody Allen e Diane Keaton del 1977. Dicono più o meno così:
- "ho bisogno di un valium"
- "io batto in centro"
- "l'universo si sta dilatando"
- "il mio problema sessuale"
- "io ti amo"
- "tu mi ami"
- "e se mi ammazzano..."
- "giugno 1940 l'esercito tedesco occupa Parigi e tutto il paese e la popolazione è in disperata ricerca di qualsiasi notizia seppure frammentaria
l'esercito tedesco...
l'esercito tedesco occupa Parigi..."
17. "Marzo 3039" mi sembra una canzone piuttosto pessimista per il fututo, mi sbaglio?
E' d'obbligo che sia lo stesso Daniele a rispondere: "Sono pessimista, a volte, nelle canzoni e nelle cose che scrivo. Non lo sono
quasi mai nella vita. Le canzoni hanno un effetto catartico, cioè mi sevono proprio per liberarmi dei brutti pensieri. O per scrivere il peggio passando per il meglio, poi magari...".
"Marzo 3039, in realtà, non è poi così pessimista secondo me. E' una canzone che cerca di raccontare come si possano avere valori talmente diversi in epoche storiche diverse che è difficile capire se si sta meglio o peggio. Così come un genitore penserà che un figlio vive in un mondo peggiore e non capirà perché il figlio non apprezzerà le stesse cose che apprezzava lui, è anche vero che quel figlio ne apprezzerà altre e non capirà perché il padre non apprezzi. Insomma cambiano talmente tanto i valori, i riferimenti intorno. Allora ho scritto una canzone come quella, parlando di un futuro lontano, descrivendo volutamente qualcosa che per noi adesso è negativo, come un mondo che sia tutto sotterraneo, in cui non si possa uscire a vedere la luce del sole. Però che ne sai che se vivi 200 anni così non ti sembrearà negativo l'opposto? E chi ti può dare la certezza che sia negativo o positivo, l'opposto? E' meno importante del fatto di sentirsi bene o male".
18. Nel libretto dell'album "Prima di essere un uomo", tra gli appunti di Daniele, nelle date del 13, 22, 27 dicembre e del 13 e 18 gennaio, c'è il riferimento ad una canzone intitolata "La ragione sincera". E' un inedito mai pubblicato?
"La ragione sincera" non è altro che il titolo che inizialmente aveva "Frasi da dimenticare".
19. Tra le canzoni de "Il dado", mi ha colpito molto "Cohiba"... ma che cosa significa la parola Cohiba?
"Cohiba" è la marca più famosa di sigari cubani. La canzone è stata scritta dopo il suo primo viaggio a Cuba, nella primavera del 1996, con l'intenzione di raccontare ciò che aveva visto e le sensazioni che aveva provato in quest'isola che lo aveva tanto stupito. Cohiba è stata pubblicata anche come singolo e nel cd è presente in sei differenti remix.
20. Che cosa significa "Granma"?
Quando viene citata la "Granma" in discorsi relativi a Daniele Silvestri, in genere, non si fa riferimento a sua nonna, ma alla barca con cui 82 rivoluzionari, tra cui Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara sbarcarono a Cuba per liberarla da Batista.
21. E' vero che ne "Il dado" è presente una ghost track?
Verissimo, ma solo nei cd. Alla fine del secondo CD (lato B) dopo 6 minuti e 41 secondi dall'inizio dell'ultima traccia, "Aiutami", comincia la ghost track: "Rappresaglia" con Daniele Silvestri alla batteria e Max Gazzè al basso e voce.
22. Ascoltando le canzoni ho notato che Daniele fa largo uso di metafore, è una scelta motivata?
La parola a Daniele: "Sì, perché proprio da un punto di vista artistico, fra virgolette, mi piace di più la metafora rispetto ai messaggi espliciti, cioè mi piace di più ciò che cerca... se la metafora vuol dire capire le cose e non dirle, no, allora non mi piace più. Ma se serve a creare collegamenti, oppure a farti capire che un'emozione che ti dà qualcosa assomiglia molto ad un'emozione che ti dà un'altra cosa, quindi fare associazioni che siano il più possibile poetiche, insomma, e che rendano... cioè l'idea è che a volte l'immediatezza di quello che dici, essere estremamente chiaro su quello che dici, proprio perché toglie poesia, toglie fascino, toglie spazio all'immaginazione, allora forse arriva di meno. Credo più in qualcosa che ti fa scattare in testa dei meccanismi che magari fanno associare a te una cosa diversa da quella che io ho pensato. Credo anche che a lungo andare
siano molto più forti, ci siano cose che rimangono di più perché possono avere significati diversi nel tempo. Quindi, insomma, è un sistema che mi piace molto".
23. Un tema fondamentale delle sue canzoni è la superficialità. Pezzi come "Idiota" e "L'uomo col megafono" parlano anche della coscienza appiattita della gente, un fatto che crea disagio. Vero?
Daniele: "Credo che questo sia qualcosa di cui sia normale parlare, così come è anche normale pensare che, forse, è sempre stato così. Non è che sia impensabile la stessa canzone scritta 200 anni fa o 1000. Può andar bene parlare sempre dell'inconsapevolezza, se vuoi del disinteresse, per le cose, della gente, nel senso più largo del termine.
Sicuramente ci sono delle cose che vanno denunciate, forse adesso più di una volta, perché quello che, sicuramente ed obiettivamente, è cambiato è che ora il modo in cui ciò che succede influenza il mondo è molto più veloce, e molto più largo. Quindi semplicemente parlare di televisione, anche se schifosamente attuale, fin troppo, in realtà a me piace poco; mi piace poco avere riferimenti molto attuali in quello che scrivo. Però è anche difficile non farlo, perché comunque è qualcosa che invece di essere formata ed influenzata dal mondo intorno, sta cominciando ad influenzare e formare il mondo. Sta cominciando ad essere un'influenza culturale, invece di essere uno specchio di una cultura che c'è fuori. Anche perché, soprattutto perché, per necessità, la televisione è molto standardizzata. Più è comprensibile ovunque, più è vendibile ovunque. Ormai il tipo del giornalista della CNN che commenta quello che succede in politica è qualcosa che chiunque ha visto nel mondo, o quasi chiunque. Tutti hanno in mente quel modo di essere e di fare il giornalista. Per esempio. Non ho detto neanche che sia sbagliato. Sto dicendo che è preoccupante che tutto diventi un'unica cosa, che tutto sia estremamente standardizzato, e la televisione lo fa perché è il suo mestiere. Potrebbe secondo me fare molto meglio anche altro. A me piace la televisione che sia documento, che ci dia la possibilità di vedere cose che altrimenti non vedremmo. Quello si. Non mi piace la televisione che vuole portare qualcosa, fra l'altro, di finto e costruito per essa. E su quello vuole, o comunque ottiene, che si basino e si formino le culture. Questo significa che la famiglia medio borghese del telefilm americano diventa piano piano un modello culturale, per esempio. Ma possono essere anche altre le cose, non è che poi possa essere solo l'America, in questo senso... però certo è quella che ha più il potere televisivo nelle sue mani. E in questo momento è un potere fortissimo"
"La canzone che mi sembra più importante fra quelle che sto scrivendo adesso, è una canzone che tratta qualcosa che è sicuramente molto attuale, anzi è proprio volutamente scritta adesso, perché parla di qualcosa di cui mi sembra importante parlare adesso, ma anche in questo caso sono discorsi che si potevano fare in altri momenti.
E' una canzone di denuncia... è una canzone che parla della civiltà della cultura del concorso a premi, quindi del gratta e vinci, dei quiz televisivi, ma soprattutto della facilità con cui ogni energia, anche quella che una volta si sarebbe trasformata anche in qualcosa di negativo, anche in rivoluzione, anche in lotta, oppure semplicemente in sfoghi di tutti i tipi, culturali, artistici o politici, si tramuti adesso nel desiderio di inseguire un sogno prima di tutto economico, ma soprattutto estremamente povero spiritualmente, come quello di affidare il proprio successo a rispondere alla domanda giusta in un quiz televisivo o beccare il bigliettino vincente. Che sia o no premeditato, è sicuramente un grande strumento nelle mani di uno Stato come il nostro, ma come tanti altri che che ci hanno preceduto in questo, per tenere buone le coscienze...
Che poi un governo, che fra l'altro è anche un governo di sinistra, costruisca anche parte dei suoi più importanti introiti economici e monetari su un gioco d'azzardo, perché, alla fine, il "Gratta e vinci" è un grosso gioco d'azzardo nazionale, mi sembra una cosa gravissima. Mi sembra che il peso culturale che tutto questo ha, sia troppo grave perché non se ne parli. E quindi mi sono messo a scrivere una canzone su questo".
24. "Aria" può essere considerata un inno alla vita?
Come ha detto Daniele, non vi è necessariamente una sola interpretazione per la canzone; anzi, volutamente, la fine risulta "incompiuta": non si capisce se il protagonista muoia od evada. "Non lo so nemmeno io. Non l'ho scelto, perché la loro vita è così estrema e vincolata che il fuori diventa tutto quindi diventa meno importante il come, l'importante è uscire. Questo è un inno alla vita così forte che non è necessario essere vivi fisicamente. Il mio è stato un tentativo di immaginare cosa può significare essere ergastolani e a cosa ci si può attaccare quando non hai futuro."
25. Ma... dove ha trovato l'ispirazione per un brano del genere?
Daniele: "E' dovuta ad un accumularsi di situazioni diverse. Prima tra tutte un concerto in un carcere femminile che mi ha lasciato qualcosa di profondo. Successe un fatto: ci siamo sentiti chiamare da voci femminili, noi guardavamo ma vedevamo solo mura finchè abbiamo visto le dita di queste ragazze che uscivano da una piccola finestra. Questo mi ha fatto capire il loro rapporto con il mondo esterno. E' così forte che lo si può comprendere anche attraverso un piccolo gesto come le loro dita che ci salutavano.
26. Dove si trova l'"Asinara"?
Il protagonista di "Aria" è un detenuto dell'ex carcere dell'isola dell'Asinara, in Sardegna. Il penitenziario è stato chiuso nel '97 e l'isola è diventata un parco naturale.
27. Ma in che lingua è scritta "Adesso basta!"?
Alla domanda Daniele ha risposto: "Non-sense in pseudo napoletano, registrato a casa, di notte. In attesa di un testo. Bisognerebbe chiedere a uno psicanalista: per questo ci ho aggiunto una parte in inglese e non l'ho toccato più".
28. Chi è il Sig. Dapatas?
Il Sig. Dapatas non è un personaggio reale. Daniele lo ha definito una persona immaginaria che, in base alla nostra interpretazione, può essere associata con colei che vive le "vicissitudini" di tutto l'album oppure di una sola canzone. Come mostrano i ringraziamenti dell'album Daniele stesso si sente un "Sig. Dapatas".
Il nome non è altro che un anagramma delle lettere iniziali dei titoli delle canzoni che compongono l'album: Sono io, Insieme, Giro in si, Desaparecido, Amore mio, Pozzo dei desideri, Aria, Tu non torni mai, Adesso basta, Sto benissimo. Dapatas, poi, non ha un accento definito: può essere pronunciato come Dapàtas o, come lo pronuncia Daniele, Dapatàs.
29. Ed il Sig. Perris, l'unico che viene ringraziato?
"Il sig. Perris invece è un discografico che per vari motivi non fa più parte della Ricordi, ma che ha seguito così tanto e con così grande passione il lavoro per questo disco che sento di dovergli molto. Il Sig. Perris è l'unico che ho citato, perché altrimenti avrei ringraziato ancora una volta gli stessi, mentre in questo disco ho lavorato soprattutto per asciugare anziché dilatare."
Anche Alex Baroni, nel suo ultimo album, scrive nei ringraziamenti: "...e mi unisco al sig. Dapatas nel ringraziare il sig. Perris...".
30. Nel "Greatest Hits" di Daniele Silvestri ci sono degli inediti: "Occhi da orientale"...
"Forse la più semplice che abbia mai scritto. Talmente semplice che quasi non mi appartiene. Forse perché ho iniziato a scriverla 13 anni fa e ho finito nel 2000. Dovrebbe teoricamente essere la più completa, visto il periodo di gestazione, mentre invece si è scritta da sola. Ci è voluto così tanto perché non ho mai pensato che fosse realmente una canzone, ma solo degli appunti. Una cosa un po’ strana”.
"E' interamente cantata in romanesco, sembra più uno stornello che una canzone”.
32. Sono state scartate delle canzoni nuove quando è stata creata la raccolta?
Parlando della raccolta Daniele aveva nominato due canzoni che pensava potessero farne parte: "Soundtrack" ("E' una canzone che avevo inciso per il disco precedente (Sig. Dapatas, n.d.r.) e poi non era stata pubblicata; recentemente ci ho rimesso le mani e potrebbe uscire su questa antologia") e "Hai mai visto il sole" ("Un’altra cosa che ho scritto tanto tempo fa”), ma entrambe non sono, alla fine, state incluse, a beneficio di "Cuore di cera". Le ascolteremo mai?
33. Quali videoclip delle canzoni di Daniele Silvestri sono stati realizzati?
Fino ad ora sono stati realizzati i video di:
- "Voglia di gridare" (1994)
- "Il flamenco della doccia" (1994)
- "Le cose in comune" (1995), regia di Alex Infascelli
- "Marzo 3039" (1995), regia di Alex Infascelli
- "Hold me" (dicembre 1996), regia di Alex Infascelli, girato in parte a Roma ed in parte in Puglia
- "Cohiba" (agosto 1997), girato in parte a Cuba ed in parte durante il concerto del 28 aprile 1997 al "Rolling Stones" di Milano
- "Banalità" (settembre 1997), girato a Ostia con la partecipazione di Valerio Mastandrea
- "Strade di Francia" (febbraio 1998), girato a Parigi
- "Aria" (febbraio 1999), regia di Ago Panini
- "Amore mio" (aprile 1999), regia di Francesco Fei, realizzato dalla Clip Television di Marco Balich
- "Salirò" (aprile 2002)
34. Nel video di "Banalità" si vedono le foto di un bambino... chi è?
Sono fotografie tratte direttamente dall'archivio fotografico di casa Silvestri. Belle, no?
35. E, sempre nello stesso video, si vede Daniele alla macchina da scrivere e si legge qualcosa: cosa scrive esattamente?
E' la frase che abbiamo messo nella prima pagina del nostro sito: gliel'ha scritta suo padre come regalo per il suo diciottesimo compleanno: "Quando entro in casa e sento musica, vuol dire che ci sei, perchè sei fatto di musica,come per tua madre il Jazz, e per me il teatro e la penna, tua madre è ancora Jazz, ed io ancora penna, finchè ci sarà musica tu ci sarai, finchè ci sarai ci sarà musica".
36. Cosa mi dici sul video di "Aria"?
Il video di Aria è stato girato in due soli giorni al Portello di Milano per una spesa totale di 50 milioni. In questo video ci sono ben due citazioni di celebri pellicole cinematografiche: il corteo funebre si rifà a "Carlito's way" mentre il sorriso finale di Daniele è un omaggio a "C'era una volta in America".
37. Sono mai stati pubblicati spartiti con le canzoni di Daniele?
Soltanto quelli di "Prima di essere un uomo", editi dalla Carish. Abbiamo cercato di sopperire alla mancanza utilizzando il nostro orecchio... puoi trovare gli accordi di tutte le canzoni nella sezione "Opera omnia". Se ti sembra che alcune parti siano da correggere segnalacelo... così metteremo a disposizione di tutti versioni sempre migliori.
38. Mi piace molto la chitarra che usa Daniele, che modello è?
E' una Parker Fly e pare se la sia fatta fare su misura.
39. Per che squadra tifa?
Daniele è romanista. Tifa Roma a tal punto che, in concerto, in "Domani mi sposo", aggiunge che i genitori di lei "sono della Lazio".
40. Chi è il ballerino che si è esibito con Daniele durante l'ultima sera del Festival di Sanremo 2002?
Si chiama Fabio Ferri (nato a Bari il 13 giugno 1970)... e se vi sembra di averlo già visto... beh... la sensazione è giusta: ha fatto "Domani notte a mezzanotte qui"- regia di Carlo Benso regia (1998) e "Barbara" regia di Angelo Orlando (1998).
41. Qual è il testo della ghost track di unò-dué?
"Nel mezzo del cammin di nostra vita - amico mio può capitare di sentire la fatica
e lo sa Dio quanto volevo continuare in questo modo ancora un po'
ma non è più come prima di essere un uomo
però non è nemmeno un fatto di sovrastrutture - tu lo sai
nè tantomeno perchè cedo alle paure - questo mai
non dimentico di avere scelto la filosofia
che l'importante nella vita è continuare e così sia
che tanto obbediremo alla natura tutti noi
e ci ritroveremo in una selva oscura prima o poi
a domandarci dove cavolo è l'uscita
visto che la dritta via - se c'è mai stata - ora è smarrita
e a me che l'ottimismo sembra un'esigenza ti dirò
che a volte sento una terribile impotenza
perchè so che non ci fecero per l'odio e l'ignoranza
ma perchè si perseguisse la virtù e la conoscenza pensa te!"
42. Cosa ci dici di "Di padre in figlio"?
"L'ho scritta prima di sapere che sarei diventato papà, ma già pensando a quando finalmente sarebbe successo. Inizialmente si chiamava Sarai di più, poi ha assunto un significato diverso e ho cambiato il titolo. Rappresenta i pensieri di mio padre nei miei confronti: sogno di riuscire a trasmettere al figlio che avrò gli stessi valori che lui ha insegnato a me.
Il 21 maggio 2001, quando papà è scomparso, il pensiero più atroce che ho avuto era l'impossibilità di condividere con lui la gioia di essere diventato anch'io padre. E che non avrebbe mai conosciuto mio figlio, suo nipote."
43. Come è nata "L'autostrada" e chi è la voce femminile che si sente?
"Nel gennaio 2001 mi sono ritirato in un eremo a Pagliara, poche case in un angolo del Lazio che penetra in Abruzzo. Uno di quei paesi che solo il passaggio di un'autostrada potrebbe rendere meno sperduti. In realtà, a Pagliara l'autostrada si scorgeva in lontananza, però ho immaginato di stare in terre calde come la Puglia e la Sicilia e ho raccontato questa storia di fantasia. Come spesso mi accade, ho dato alla canzone una struttura da film: con voce narrante al posto del cantato, perché suona meglio.
La voce femminile è di Simona, la mia compagna."