Daniele Silvestri e molto altro a Maputo per riaffermare solidarietà e cooperazione
di Vincenzo Pira (Movimondo)
Si balla fino a notte fonda nella granda piazza dell'Indipendenza. I giovani che fino a poco prima si erano lasciati trascinare dal ritmo dei Mozpipa ora cercano di ballare anticipando ritmi che non conoscono, conquistati dalla forza della musica di Daniele Silvestri e del suo gruppo.
È ormai notte fonda quando il cantautore romano sale sul palco, sotto sembra emozionato, certo è una bella scommessa quella di andare a portare le proprie canzoni in una città e a un pubblico che sembrano lontani anni luce dalle città e dal pubblico italiano.
Eppure, le 15.000 persone che gremiscono la piazza restano conquistate dalla forza di due linguaggi assolutamente universali : quello della musica e quello della solidarietà. È un incontro tra due paesi, due popoli, due culture che hanno qualcosa da scambiare per un arricchimento reciproco.
Un incontro che non è stato solo una festa.
Per tre giorni nel Centro Culturale Franco - Mozambicano si sono dibattuti i grandi temi della cooperazione : lotta alla povertà, all'AIDS e alla malaria; partnership per rafforzare i ruoli delle istituzioni e della società civile; sicurezza alimentare.
Si sono ritrovate persone che per oltre trent'anni hanno condiviso cammini che portavano alla liberazione dei popoli dal colonialismo, a mettere fine alla guerra fratricida che per anni ha insanguinato questa regione dell'Africa, a dare dignità e sviluppo alle popolazioni delle comunità rurali più lontane e isolate.
Rapporti di amicizia che hanno permesso la firma degli accordi di pace a Roma il 4 ottobre del 1992 e avviato collaborazioni sia di aiuti umanitari nei momenti di emergenza sia di ricostruzione e di promozione di processi di sviluppo. La parola chiave è partenariato: rapporti paritari e di fiducia per affrontare insieme problemi che sono di tutti.
Cooperazione che non è mai stata concepita come elemosina o carità compassionevole ma come solidarietà e impegno politico per garantire libertà, autonomia e dignità.
Per questo a Maputo si è valorizzato anche l'interscambio culturale: la mostra di quadri dell'artista mozambicana Bertina Lopez; le bellissime sculture di Reinata Sadimba; le opere "Ode à Paz" e "Arvore Sagrada" della Companhia de Canto e dança.
Poi la lunga notte del concerto di praça Independencia.
C'era molta attesa e curiosità sia tra i numerosi italiani presenti e le migliaia di giovani di Maputo. La sera prima Daniele Silvestri in una conferenza stampa diceva che era lì per imparare; per sentire i Kapa Dech, i Mozpipa, Mr. Arsen. Sentire la loro musica, le loro parole, vedere i loro gesti e riportare da fedele testimone tutto ciò in Italia. Il confronto e la voglia di imparare, il prendere e interpretare in modo nuovo e originale il rock, la musica melodica italiana, la musica africana o caraibica sono il terreno di incontro per creare amicizia e solidarietà e promuovere la musica come modo universale per comunicare.
Si è lamentato che i grandi mezzi di comunicazione non informano sul prezioso lavoro che in tanti fanno per combattere la povertà, affermare valori di pace e di solidarietà.
Per cinque ore il cielo di Maputo è stato testimone di questa volontà. L'allegria, i canti i balli non fanno dimenticare i drammi della fame, delle malattie, dell'emarginazione sociale che colpiscono milioni di africani.
Ma l'essersi ritrovati accomunati da una stessa passione per il canto e la danza ci ha spinto a fare una promessa : per chi resta in Mozambico continuare a lavorare sistematicamente per combattere e sradicare la povertà e l'emarginazione in questo paese; per chi rientra in Italia riuscire a testimoniare che le idee di giustizia, di solidarietà, di cooperazione sono ancora vive e fanno parte del patrimonio delle giovani generazioni. È questa una eredità che riceviamo dai nostri padri e madri che ci ricordano di alimentare la speranza e operare affinché i tempi delle guerre e delle oppressioni, della fame delle epidemie siano banditi per sempre dalle nostre storie.
Questo abbiamo recepito in Mozambico, questo vi testimoniamo come impegno impresso nelle nostre menti e come invito a unirci in un comune cammino.